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	<title>Italia Newspress.com</title>
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	<description>Notizie on-line tratte dai principali Quotidiani italiani</description>
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		<title>Inzaghi, il simbolo sgraziato di un calcio che non molla mai</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Inzaghi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non guardare come, ma che cosa. Gol. Inzaghi ancora, di nuovo, sempre. È inutile contare: 64? 65? 67? Importa davvero quanti ne ha fatti? Tanto presto ce ne sarà un altro: sul limite del fuorigioco, con uno stop goffo, con un tiro sporco e perfetto. Lo splendore della grossolanità, la certificazione che l&#8217;estetica conta sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_646" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px">
	<a href="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/11/Filippo-Inzaghi.jpg"><img class="size-full wp-image-646" title="Filippo Inzaghi" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/11/Filippo-Inzaghi.jpg" alt="Super Pippo Inzaghi" width="198" height="149" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Super Pippo Inzaghi</p>
</div>
<p>Non guardare come, ma che cosa. Gol. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Inzaghi" target="_blank">Inzaghi</a> ancora, di nuovo, sempre. È inutile contare: 64? 65? 67? Importa davvero quanti ne ha fatti? Tanto presto ce ne sarà un altro: sul limite del fuorigioco, con uno stop goffo, con un tiro sporco e perfetto. Lo splendore della grossolanità, la certificazione che l&#8217;estetica conta sempre meno del risultato. Pippo gode, al solito. Un minuto e quarantadue secondi dopo il novantesimo, all&#8217;ultimo assalto, all&#8217;ultima palla. Cesarini aggiornato. Contemporaneo. Tutta roba sua, di Pippo, perché non si cambia neanche a 35 anni, quando tutti continuano a raccontare che è finito. Cioè «grazie Pippo, hai fatto tutto». È quel momento, quello là, quando in ogni bar dello sport di questo Paese può entrare uno e dire che come Inzaghi non ce ne sono. Fermo al bancone c&#8217;è per forza un nemico di Pippo che deve tacere, perché ha appena finito di pensare alla filastrocca di una vita: che è sgraziato, viscido, inguardabile, anti-estetico.</p>
<p>Quante volte s&#8217;è sentito: segna alla Inzaghi, quindi facile, col tocco di fronte alla porta, con lo stinco che colpisce prima del collo e crea una traiettoria imprendibile. Culo. Sì, culo. Rimpallo, rimbalzo, deviazione, papera del portiere. Gol e qualche attimo di attesa, perché certe volte non ci crede neanche lui. Poi sì. Poi va. Poi di corsa verso la bandierina con la bocca aperta e le mani agitate come se ogni volta fosse Atene e la Coppa dei Campioni. Inzaghi è lo spot del calcio della speranza è un piccolo totem della fiducia. I suoi gol sgraziati servono a rimettere sulla strada una partita persa o a vincerne una che non si sbloccherà mai. Di Pippo non hai voglia di appendere in camera il poster, ma tieni una figurina nel portafoglio, come un santino al quale aggrapparsi quando non sai più che fare. Allora adesso non serve chiedersi se è titolare o se sta in panchina. Non se lo chiede neanche lui che ha smesso di essere ossessionato dall&#8217;idea di giocare ogni partita. Non può, quasi quasi non lo vuole neanche. Con lui si conta il rapporto tra minuti giocati e gol fatti: con lui non devi mica ricordarti se è in forma, oppure no, se gioca bene o se gioca male, se ha preso sei, sette, otto o quattro in pagella. La sponda? E che cos&#8217;è? L&#8217;assist? In una partita di Inzaghi ti ricordi soltanto se segna o no.</p>
<p>È finita l&#8217;era dei Fascetti che lo criticavano perché era un cascatore. Inzaghi ha superato tutto: le botte degli avversari che gli hanno sfigurato anche il labbro, la rivalità con Del Piero ai tempi della Juventus, l&#8217;arrivo di ogni tipo di attaccante al Milan, l&#8217;ironia sulla dieta a base di solo riso in bianco e bresaola, la presenza di un fratello che l&#8217;ha imitato senza essere lui. A 35 anni un centravanti che non gioca titolare fisso non serve. Pippo te lo tieni caro fino a quando sarà lui a dire basta. Opportunista. Cioè un po&#8217; meschino. Cioè straordinario. Inzaghi è un desiderio represso e un&#8217;invidia perenne: l&#8217;idea di essere fondamentale per una squadra anche senza dover essere il più forte di tutti. Non piace ai fighetti, non appassiona gli esteti, poi tutti lo vorrebbero o l&#8217;avrebbero voluto perché quando trovi uno che segna con il pezzetto di plastica della stringa che si è appena slacciata, non puoi avere davvero nulla di meglio. Sono più di 15 anni che è così. Gol, gol, gol. Poi le critiche, ovvio. Perché con Pippo è successo quello che di solito accade con i trequartisti, con Baggio, Del Piero, Totti, Cassano. Cioè dividono: allora fino a un certo punto o lo adoravi o lo detestavi. Parrocchie e correnti. Poi qualcosa è cambiato. Poi è arrivata Atene e la doppietta nella finale di Champions. Tutti zitti. Applausi. Pippo ha ancora nemici, come tutti, solo che adesso non parlano più. Soffrono un po&#8217; a ogni gol e non sanno quando potranno smettere.</p>
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		<title>Il superacceleratore è ripartito</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Acceleratore di particelle]]></category>
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		<description><![CDATA[GINEVRA &#8211; Dopo 14 mesi di stop dovuto a vari problemi, l&#8217;ultimo sembra per una briciola di pane, il superacceleratore di particelle (Lhc) di Ginevra è ripartito. Già poco prima delle 23 di venerdì i primi fasci di particelle, iniettati alle 16, hanno fatto il giro completo del grande acceleratore del Cern a Ginevra. Circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_624" class="wp-caption alignleft" style="width: 180px">
	<img class="size-full wp-image-624" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/11/Superaccelleratore.jpg" alt="Il Superacceleratore Lhc" width="180" height="140" />
	<p class="wp-caption-text">Il Superacceleratore Lhc</p>
</div>
<p><strong>GINEVRA</strong> &#8211; Dopo 14 mesi di stop dovuto a vari problemi, <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_08/big-bang-mollica-pane_4a43a69e-cc35-11de-b450-00144f02aabc.shtml"><span style="text-decoration: underline;">l&#8217;ultimo sembra per una briciola di pane</span></a>, il superacceleratore di particelle (Lhc) di Ginevra è ripartito. Già poco prima delle 23 di venerdì i primi fasci di particelle, iniettati alle 16, hanno fatto il giro completo del grande acceleratore del Cern a Ginevra. Circa 300 ricercatori stanno eseguendo le operazioni necessarie a far percorrere i 27 chilometri dell&#8217;anello da due fasci di protoni che corrono in direzioni opposte e, se tutto va bene, nelle prime ore di sabato un fascio di particelle sarà fatto girare per alcuni minuti.</p>
<p><strong>L&#8217;ITALIA </strong>- «Siamo di nuovo in pista per un&#8217;avventura scientifica che aprirà un&#8217;era nuova della fisica». Così il presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Roberto Petronzio ha commentato il successo del primo giro completo dei fasci di particelle nell&#8217;anello di Lhc, l&#8217;acceleratore del <a href="http://public.web.cern.ch/public/" target="_blank">Cern</a> di Ginevra. Il fascio di particelle «gira ora in tutta sicurezza, monitorato in modo sofisticato e protetto grazie ai nuovi sistemi di controllo» ha aggiunto Petronzio, nel sottolineare che «a questo successo hanno contribuito non poco i tecnici italiani, protagonisti nelle opere di riparazione e miglioramento della macchina seguite all&#8217;incidente del 19 settembre 2008». Un contributo che ha avuto una «piccola ma significativa» testimonianza anche nelle ultime settimane, quando quattro dei cinque tecnici Infn inviati su richiesta del laboratorio di Ginevra ad accelerare la messa in funzione della macchina sono stati poi assunti nello staff del Cern. Lhc è un&#8217;impresa scientifica internazionale in cui l&#8217;Italia ha un ruolo di primo piano con un contribuito pari a circa il 15% dell&#8217;intera macchina. All&#8217;acceleratore lavorano oltre 600 fisici italiani coordinati dall&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. I due «giganti» di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider" target="_blank">Lhc</a>, gli esperimenti Cms e Atlas sono guidati da connazionali, Guido Tonelli e Fabiola Gianotti, e italiano è lo stesso direttore della ricerca del Cern, Sergio Bertolucci, ex-membro della Giunta esecutiva dell&#8217;Infn. Alla costruzione di Lhc hanno contribuito anche industrie italiane che hanno costruito parti importantissime e di tecnologia molto avanzata e il nostro Paese, come sottolinea l&#8217;istituto nazionale di fisica, «ha saputo assicurarsi un ritorno degli investimenti per Lhc superiore al contributo italiano al Cern e a quello della maggioranza degli altri paesi europei».</p>
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<p><span style="font-weight: bold">RIPARTENZA </span>- L&#8217;Lhc è stato riacceso una decina di giorni fa, ma finora il fascio di protoni è stato attivato in modo da percorrere singoli settori della macchina. Dopo l&#8217;inaugurazione del 10 settembre 2008, appena nove giorni dopo un guasto ha imposto una lunghissima pausa all&#8217;acceleratore. Risolti i problemi e scongiurate maledizioni e paure, adesso si riparte. «Al Cern respiriamo un clima molto positivo», ha affermato il portavoce del Cern, James Gillies. Nei prossimi giorni si tenterà di raggiungere l&#8217;energia di 1,2 TeV, un record per la fisica contemporanea, mentre a regime la macchina funzionerà all&#8217;energia di 7 TeV per fascio e che i fasci di particelle potranno raggiungere una velocità pari al 99,9% di quella della luce. Per avere le prime collisioni bisognerà attendere 10-12 giorni. Durante la lunga pausa si è lavorato molto per aumentare la sicurezza e confinare al massimo eventuali guasti, in modo che possano interessare soltanto settori ristretti della macchina. Riceratori e tecnici sono convinti di poter recuperare velocemente il tempo perduto. «Non abbiamo mai testato il sistema dell&#8217;accelerazione: è la prima volta», ha concluso Gillies.</p>
<p><span>Articolo del 21 Novembre 2009 tratto dal quotidiano </span>“<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_20/acceleratore-riparte-ginevra_a978a592-d612-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Il Corriere della sera</a>”<!-- google_ad_section_end --></p>
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		<title>Il medico di Berlusconi: «Nessuna priorità il premier non farà il vaccino»</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA - «Il premier non si vaccina perché non è tra quei cittadini che hanno la priorità. Non appartiene a una delle categorie a rischio. Se lo fosse, non esiterebbe a proteggersi». Alberto Zangrillo è l&#8217;anestesiologo che, come consulente del viceministro Ferruccio Fazio, ha organizzato la rete dei 14 centri italiani per l&#8217;assistenza ai pazienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_606" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px">
	<strong><img class="size-medium wp-image-606" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/11/influenza-suina-300x225.jpg" alt="Suini colpiti da influenza suina" width="300" height="225" /></strong>
	<p class="wp-caption-text">Suini colpiti da influenza suina</p>
</div>
<p><strong>ROMA -</strong> «Il premier non si vaccina perché non è tra quei cittadini che hanno la priorità. Non appartiene a una delle categorie a rischio. Se lo fosse, non esiterebbe a proteggersi». Alberto Zangrillo è l&#8217;anestesiologo che, come consulente del viceministro Ferruccio Fazio, ha organizzato la rete dei 14 centri italiani per l&#8217;assistenza ai pazienti più gravi. Quelli con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polmoniti" target="_blank">polmonite</a> «primaria virale», cioè causata direttamente dal virus <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_influenzale_del_2009" target="_blank">A H1N1</a>. Rara, ma pericolosissima. Ma è anche il medico personale del presidente del Consiglio e gli è difficile sottrarsi ad una curiosità: «Berlusconi anche quest&#8217;anno si è vaccinato contro l&#8217;influenza stagionale. Per quanto riguarda l&#8217;influenza pandemica ha seguito le indicazioni del ministero del Welfare. Anche se è portatore di pace-maker non è un malato cronico, dunque non deve fare la profilassi, che non viene offerta a cittadini come lui». Il trattamento delle complicanze gravi è uno dei pilastri del piano antipandemia. In Italia si prevedono dai 200 ai 500 casi con queste caratteristiche, da qui alla fine delle ondate influenzali. Zangrillo ha appena spento la televisione dopo aver seguito la puntata de «L&#8217;arena», condotta da Massimo Giletti, dedicata alla pandemia: «Quello di cui non si sente il bisogno è di gente che mentre io e lei parliamo ha come unico obiettivo il clamore, la confusione, lo spettacolo. È ora di smetterla», non può fare a meno di criticare. «Tutti i virus respiratori attaccano le vie aeree. Questo in particolare prende di mira i polmoni. I più recenti dati dell&#8217;epidemia confermano che le persone maggiormente esposte sono, oltre ai soggetti con patologie croniche, i giovani adulti».</p>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_distress_respiratorio" target="_blank">L&#8217;ARDS</a> -</strong> Polmoniti rapide, violente, che possono dare luogo alla cosiddetta sindrome del distress respiratorio (Ards) e richiedere cure molto qualificate. L&#8217;Ards provoca la lesione degli alveoli che viene diagnosticata con una radiografia. Bisogna intervenire con estrema tempestività prima che l&#8217;infezione prenda il largo. La rete consiste in quattordici centri attrezzati di Ecmo, il macchinario salva-polmoni che sostituisce la funzione di quelli veri in modo da metterli a riposo. La diagnosi precoce è indispensabile. Per questo il protocollo di intervento vede coinvolti in prima linea gli pneumologi. Quando al pronto soccorso arriva un caso sospetto bisogna subito eseguire una radiografia per vedere se i polmoni presentano le lesioni. La rete è coordinata dal San Raffaele di Milano e dall&#8217;ospedale di Monza. Due i centri pediatrici, a Bologna e Bergamo. Oltre all&#8217;Ecmo è importante la capacità di garantire un&#8217;assistenza altamente tecnologica, dunque terapia intensiva, emoteca, laboratorio microbatteriologico, terapia intensiva cardiochirurgica. Zangrillo è un convinto sostenitore della vaccinazione: «Tra l&#8217;altro è una difesa contro queste forme acute. I medici dovrebbero raccomandarla. Chi non lo fa deve assumersi le responsabilità quando si verificano casi mortali».</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 9 Novembre 2009 tratto dal quotidiano </span>“<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_09/berlusconi-niente-vaccino_66f758c6-cce9-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Il Corriere dela sera</a>”</p>
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		<title>Berlusconi: sì al dialogo, ma basta insulti Voto anticipato se maggioranza cambia</title>
		<link>http://www.italianewspress.com/politica/berlusconi-si-al-dialogo-ma-basta-insulti-voto-anticipato-se-maggioranza-cambia/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente del consiglio]]></category>

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		<description><![CDATA[È Berlusconi show. Il presidente del Consiglio parla chiaro, senza mezzi termini o inutili giri di parole. Mette quindi i puntini sulle &#8216;i&#8217; in una fase in cui intende avviare un importante processo riformatore, a partire dalla giustizia, e analizza la situazione politica del momento. Lo fa con Bruno Vespa e per il suo libro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_589" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px">
	<img class="size-medium wp-image-589" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/11/02112009163415silvio-berlusconi-festoso-300x166.jpg" alt="Il Presidente Silvio Berlusconi" width="300" height="166" />
	<p class="wp-caption-text">Il Presidente Silvio Berlusconi</p>
</div>
<p><strong>È Berlusconi show</strong>. Il presidente del Consiglio parla chiaro, senza mezzi termini o inutili giri di parole. Mette quindi i puntini sulle &#8216;i&#8217; in una fase in cui intende avviare un importante processo riformatore, a partire dalla giustizia, e analizza la situazione politica del momento. Lo fa con Bruno Vespa e per il suo <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-vespa_bruno/sku-13065320/donne_di_cuori_.htm" target="_blank">libro, ‘Donne di cuori’</a>, in prossima uscita: “<strong>Nessuno più di me è predisposto al dialogo</strong>. Ma per dialogare è necessario essere in due, e soprattutto avere rispetto dell’avversario, non insultarlo e demonizzarlo come il Pd di Franceschini e di Veltroni ha fatto ogni giorno, e spesso più volte al giorno, contro la mia persona&#8221;. Un dialogo con il Partito Democratico di <strong>Pierluigi Bersani</strong>, dice il capo dell’esecutivo, è dunque possibile, cosa che fu impossibile con Dario Franceschini. &#8220;Se Bersani deciderà di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell’Italia &#8211; chiarisce il premier &#8211; il più contento sarò io&#8221;. E a Vespa che gli chiede se può essere la giustizia il primo banco di prova, Berlusconi risponde: &#8220;Magari!&#8230;&#8221;</p>
<p>Ciò che il Cavaliere ha sempre mal sopportato è stato il tono delle parole pronunciate dai suoi avversari, il più delle volte eccessivamente sopra le righe e volte all’insulto: “Chi insulta il presidente del Consiglio insulta il voto di milioni di italiani”, affonda <strong><a href="http://www.governo.it/Presidente/Biografia/biografiaberlusconi_it.html" target="_blank">Silvio Berlusconi</a></strong>, il quale non ritiene di dover rinunciare alle azioni legali contro i quotidiani &#8216;La Repubblica’ e &#8216;L&#8217;Unita’.</p>
<p><strong>Avanti con le azioni legali</strong> -  “Ho il dovere di tutelare non la mia persona, ma l&#8217;istituzione che rappresento e che mi è stata assegnata dal voto di milioni di italiani. <strong>Insultando me</strong> &#8211; sottolinea &#8211; <strong>si insultano tutti loro</strong>, si insulta il loro voto, la loro volontà, la loro dignità”. “E non ho sporto querela &#8211; spiega il premier -. Mi sono rivolto, in modo direi quasi disarmato, ai giudici civili destinando da subito l&#8217;eventuale risarcimento del danno all&#8217;Istituto San Raffaele di Milano”.</p>
<p>Ma<strong> le parole del premier</strong> non trovano l’approvazione della capogruppo Pd al Senato, <strong>Anna Finocchiaro</strong>: &#8220;Fa un po&#8217; sorridere leggere che nessuno più di Berlusconi &#8216;è  predisposto al dialogo&#8217;. Mi sembra che in questi mesi siano venute proprio dal governo e dalla maggioranza forzature, continue ricorsi ai voti di fiducia,<br />
norme anticostituzionali come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano" target="_blank">lodo Alfano</a>. Forse il registro devono cambiarlo maggioranza e governo. E in ogni caso le tanto sbandierate riforme si fanno in Parlamento. Quella è la sede del confronto&#8221;.</p>
<p><strong>Ipotesi elezioni anticipate</strong> &#8211; Una crisi o un governo del presidente? Berlusconi lo esclude categoricamente. Come del resto esclude che l’ipotesi possa trovare il consenso del presidente della Camera Gianfranco Fini o del leader della Lega Nord <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Bossi" target="_blank">Umberto Bossi:</a> “Lo escludo nel modo più assoluto. Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma è un&#8217;ipotesi che non esiste, ci tengo a dirlo chiaro, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate”.</p>
<p><strong>Rapporti con la coalizione</strong> -  Parlando con Vespa, Berlusconi fa il punto sui rapporti all&#8217;interno della coalizione di governo e nel Pdl, soffermandosi anche sulla definizione delle candidature per le prossime elezioni regionali. Il presidente del Pdl puntualizza che l&#8217;attribuzione alla Lega di due Regioni del Nord rappresenta una questione che &#8220;è oggi ancora sul tavolo&#8221;. E se questo dovesse accadere, Berlusconi esclude che ciò possa causare un ridimensionamento nazionale del Pdl. &#8220;<strong>L&#8217;alleanza con la Lega &#8211; assicura &#8211; è davvero solida</strong>. Non c&#8217;è nessun problema nell&#8217;individuazione dei candidati alle elezioni regionali anche perché presenteremo in ogni regione del Nord un ticket che indicherà un presidente del Pdl e un vice della Lega e viceversa. Nessun pericolo di sganciamento leghista, dunque. Tra me e Umberto Bossi c&#8217;è un patto ormai consolidato fondato anche sull&#8217;amicizia e sull&#8217;affetto&#8221;. A Vespa che gli chiede che se sono giustificati i rimproveri di quanti lamentano troppe concessioni al Carroccio, il presidente del Consiglio risponde: &#8220;<strong>Con Umberto Bossi ho sempre trovato accordi ragionevoli</strong>. Con la Lega, ripeto, non ci sono e non ci saranno elementi di contrasto&#8221;.<br />
Quanto ai <strong>rapporti con il presidente della Camera, Gianfranco Fini</strong>, Berlusconi conferma &#8220;i rapporti di sempre.  Fini si è dimostrato un alleato leale e un<br />
politico lungimirante. A lui mi lega un solido rapporto di amicizia e di stima. Anche con i parlamentari che vengono da An il rapporto è ottimo. È naturale che la direzione del Pdl e l&#8217;Ufficio di Presidenza discutano di proposte nuove<br />
non incluse nel nostro programma elettorale, come per esempio quella di concedere in anticipo la cittadinanza agli immigrati. Si discute, si vota e la decisione della maggioranza vincola la minoranza&#8221;. E sui temi etici, aggiunge, &#8220;il partito assume certo una sua posizione, ma riconoscendo ai singoli parlamentari una piena libertà di coscienza  e di voto&#8221;.<br />
<strong>L&#8217;Udc deve stare nel centrodestra</strong> &#8211; Quanto all’Udc, e alla strategia di Pierferdinando Casini per le prossime elezioni regionali, Berlusconi osserva: &#8220;L&#8217;Udc è con noi nel Partito del Popolo Europeo, che è la grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa.  Negli altri paesi dell&#8217;Unione i partiti popolari non si alleano con la sinistra, non sono disponibili ad allearsi con una parte o con l&#8217;altra. Questo non è casuale. È la conseguenza del fatto che i nostri valori, i nostri programmi, la nostra economia sociale di mercato, sono concezioni alternative a quelle della sinistra. Dunque la collocazione strategica dell&#8217;UdC non può che essere nel centro destra, e noi attendiamo fiduciosi che questo avvenga&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 3 Novembre 2009 tratto dal quotidiano</span> “<a href="http://www.libero-news.it/webeditorials/view/3391" target="_blank">Libero</a>”</p>
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		<title>Fallisce Cit group: è la quinta maggior bancarotta di sempre</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 12:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli Stati Uniti torna lo spettro della crisi bancaria. Dopo mesi di trattative con i creditori e di interventi governativi per salvarne il bilancio, alla fine Cit Group non ce l&#8217;ha fatta. La finanziaria indipendente specializzata nel credito alle Piccole e medie imprese, che eroga finanziamenti a oltre 2000 rifornitori che servono oltre 300.000 commercianti [...]]]></description>
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	<img class="size-medium wp-image-576" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/11/City-Bank-300x212.jpg" alt="La sede della City Bank" width="300" height="212" />
	<p class="wp-caption-text">La sede della City Bank</p>
</div>
<p><strong>Negli Stati Uniti </strong>torna lo spettro della crisi bancaria. Dopo mesi di trattative con i creditori e di interventi governativi per salvarne il bilancio, alla fine <a href="http://www.cit.com/index.htm" target="_blank">Cit Group</a> non ce l&#8217;ha fatta. La finanziaria indipendente specializzata nel credito alle Piccole e medie imprese, che eroga finanziamenti a oltre 2000 rifornitori che servono oltre 300.000 commercianti al dettaglio ha ufficializzato nella giornata di ieri il suo ingresso in stato di amministrazione controllata, il Chapther 11. Si tratta della quinta maggior bancarotta di sempre dopo quelle di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lehman_Brothers" target="_blank">Lehman Brothers</a>, <strong>Washington Mutual</strong>, WorldCom e <strong>General Motors</strong>. Secondo i documenti presentati presso il tribunale fallimentare di New York, <strong>Cit </strong>aveva attività per 71 miliardi di dollari a fronte di debiti per 64,9 miliardi.</p>
<p>La decisione di far ricorso alla bancarotta è stata presa dal board dopo il <strong>rifiuto dei creditori </strong>di acconsentire a uno scambio debito/azioni che avrebbe permesso di ridurre il passivo di 5,7 miliardi. Grazie al ricorso all&#8217;amministrazione controllata, il gruppo spera ora di ridurre il passivo di circa 10 miliardi di dollari e di riuscire a emergere dalla bancarotta nell&#8217;arco di pochi mesi. Come effetto del ricorso alla bancarotta, il governo perde i <strong>2,3 miliardi</strong> che aveva fornito al gruppo alla fine dello scorso anno in cambio di azioni privilegiate.</p>
<p>Ma il timore maggiore è che la bancarotta di <strong>Cit </strong>possa ostacolare la capacità di rifinanziamento dei piccoli e medi <strong>commercianti </strong>nonostante le parole rassicuranti dell&#8217;amministratore delegato Jeffrey Peek secondo cui il passaggio in un&#8217;amministrazione controllata pre-confezionata «permetterà a Cit di continuare a fornire credito alle piccole e medie aziende». Secondo gli analisti la bancarotta di Cit giunge per fortuna in un momento in cui i negozianti hanno già provveduto a rifornire i propri esercizi in vista della grande stagione dello shopping natalizio ma eventuali riduzioni del credito erogato da Cit rischiano di mettere a rischio i riordini dei beni più richiesti creando strozzature a livello di offerta e soprattutto di impattare gli ordinativi per le vendite di primavera.</p>
<p>Nel corso degli ultimi mesi, tuttavia, Cit aveva già ridotto drasticamente le proprie attività di prestito erogando nel primo semestre 2009 solo 4,4 miliardi di dollari di nuovo credito contro gli 11,3 della prima metà del 2008. Cit era stata sull&#8217;orlo del fallimento diverse volte nel corso dell&#8217;ultimo anno e la bancarotta era apparsa pressoché inevitabile a luglio, salvo poi riuscire a salvarsi con un ultimo colpo di reni e il sostegno dell&#8217;amministrazione Omaba che teme ripercussioni sul mondo delle pmi. La scorsa settimana Cit aveva ricevuto una promessa di nuovi crediti per 4,5 miliardi dai suoi creditori, aveva raggiunto un accordo con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs" target="_blank">Goldman Sachs</a> per ridurre i pagamenti sul debito e ottenuto una linea di finanziamento da 1 miliardo da Carl Icahn. Ma l&#8217;ultimo ostacolo è risultato fatale: i bondholders hanno detto no a una nuova offerta ritenuta troppo onerosa e hanno preferito giocarsela davanti al giudice fallimentare.</p>
<p>Saranno glii obbligazionisti, con ogni probabilità, ad uscirne meglio da questa storia. Le previsioni sono di un rimborso pari al 70% sul valore del bond, con l&#8217;aggiunta di azioni della nuova società. Chi ci rimetterà di più sono gli azionisti (per cui non dovrebbe arrivare alcun rimborso) e i contribuenti americani, visto che i 2,33 miliardi di dollari di aiuti del programma Tarp non potranno essere recuperati.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 2 Novembre 2009 tratto dal quotidiano </span>“<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/11/cit-group-fallimento-banca-americana.shtml?uuid=238d851e-c786-11de-8a28-f73899cbb921&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Il Corriere della sera</a>”</p>
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		<title>Aids, a Milano due nuovi casi al giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 14:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; «Ogni giorno in Italia undici persone contraggono il virus Hiv: due di queste risiedono a Milano». Lo ha riferito l&#8217;assessore comunale alla Salute, Gianpaolo Landi di Chiavenna, intervenendo al convegno per i vent&#8217;anni della sezione lombarda dell&#8217;Associazione nazionale per la lotta contro l&#8217;Aids (Anlaids) in corso all&#8217;Università Statale di Milano. «La Lombardia è [...]]]></description>
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	<a href="http://www.labgrab.com/files/pictures/users/blogs/HIV.jpg"><img class="size-medium wp-image-552" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/HIV-249x300.jpg" alt="Il Virus Hiv" width="249" height="300" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Il Virus Hiv</p>
</div>
<p><strong>MILANO</strong> &#8211; «Ogni giorno in Italia undici persone contraggono il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HIV" target="_blank">virus Hiv</a>: due di queste risiedono a Milano». Lo ha riferito l&#8217;assessore comunale alla Salute, Gianpaolo Landi di Chiavenna, intervenendo al convegno per i vent&#8217;anni della sezione lombarda dell&#8217;Associazione nazionale per la lotta contro l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aids" target="_blank">Aids</a> (Anlaids) in corso all&#8217;Università Statale di Milano. «La Lombardia è la prima regione italiana nel rapporto tra casi e numero di abitanti: sei ogni centomila l&#8217;anno contro i quattro dell&#8217;Emilia Romagna e i tre dell&#8217;Umbria &#8211; ha sottolineato Landi di Chiavenna -. Quasi la metà di queste persone non si rivolge ai centri specializzati. Ci sono 14-15 mila malati di Aids a Milano invece degli 8-9 mila regolarmente censiti».</p>
<p><strong>LA PROPOSTA </strong>- Secondo l&#8217;assessore, uno dei fattori su cui bisogna agire per ridurre il numero dei casi è la prostituzione. «È necessario toglierla dalla strada e creare luoghi controllati dal punto di vista giuridico, sanitario e fiscale &#8211; ha detto -. Per me la soluzione migliore sono le cooperative autogestite di professionisti. Non bastano le ordinanze contro i clienti delle prostitute».</p>
<p><strong>LA SITUAZIONE </strong>- Secondo le stime della Regione aggiornate a giugno di quest&#8217;anno, ogni anno in Lombardia circa duemila persone contraggono l&#8217;infezione da virus Hiv. In tutta Italia i nuovi sieropositivi sono circa 4.000 l&#8217;anno. «In Lombardia abbiamo più di un terzo delle persone in terapia con <a href="http://www.medicinanews.it/news/farmacologia/b265ce60fe4c5384e622b09eb829b8df.html" target="_blank">farmaci antiretrovirali </a>(su 50 mila circa in Italia, ndr) e più di un terzo delle persone che vivono con l&#8217;Aids (su 110-130 mila in Italia, ndr)», ha detto Massimo Galli, direttore del Dipartimento di malattie infettive del <a href="http://www.hsacco.it/ita/home.html" target="_blank">polo universitario Sacco di Milano</a>. Uno dei problemi principali è il cosiddetto «sommerso», cioè le persone che non sanno di essere sieropositive e non si rivolgono alle strutture sanitarie. Se in Europa la percentuale è del 25-30%, in Lombardia si stima che si avvicini al 40%.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 30 Ottobre 2009 tratto dal quotidiano</span> &#8220;<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_ottobre_30/aids-case-chiuse-prostituzione-landi-chiavenna-1601936834070.shtml" target="_blank">Il Corriere della sera</a>&#8221;</p>
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		<title>Twitter, ecco come funziona</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 12:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
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		<category><![CDATA[Obvious Corporation]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Per partecipare a Twitter basta rispondere a una domanda semplicissima: «Cosa stai facendo?». Con un limite: non si possono scrivere più di 140 caratteri. E&#8217; il social network dell&#8217;essenziale. Parla al presente e ha poche funzioni. Nasce nel 2006 per volere della Obvious Corporation a San Francisco. Il nome, storpiato, deriva dal verbo inglese &#8220;to tweet&#8221; (cinguettare) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_533" class="wp-caption aligncenter" style="width: 324px">
	<a href="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/twitter-community.jpg"><img class="size-full wp-image-533" title="twitter-community" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/twitter-community.jpg" alt="Twitter è alla portata di tutti" width="324" height="230" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Twitter è alla portata di tutti</p>
</div>
<p>Per partecipare a <span id="U21024206683706OG" style="font-weight: bold;">Twitter </span>basta rispondere a una domanda semplicissima: «Cosa stai facendo?». Con un limite: non si possono scrivere più di 140 caratteri. E&#8217; il social network dell&#8217;essenziale. Parla al presente e ha poche funzioni. Nasce nel 2006 per volere della <span id="U2102420668370wvB" style="font-weight: bold;">Obvious Corporation</span> a San Francisco. Il nome, storpiato, deriva dal verbo inglese &#8220;to tweet&#8221; (cinguettare) e gli aggiornamenti sono detti <span id="U2102420668370GJ" style="font-style: italic;">tweets</span>. Nel 2007 diventa molto popolare negli Stati Uniti. La sua crescita esponenziale è tuttavia un fenomeno piuttosto recente. Secondo gli ultimi dati di Nielsen, riferiti a maggio, Twitter è il sito web più cresciuto in assoluto. Gli utenti unici sono cresciuti del 1.500 per cento in 12 mesi, raggiungendo quota 18,2 milioni. La stessa società di ricerca, però, poche settimane fa aveva fotografato un elevato tasso di abbandono degli iscritti (più del 60% entro un mese). In Italia, esclusi gli smanettoni, le iscrizioni sono cresciute di recente. Molti restano delusi. Abituati a Facebook, dove ormai hanno una lista di alcune centinaia di amici, su Twitter scoprono di dover rifare tutto daccapo. E mollano il colpo.</p>
<p>Un po&#8217; come è successo per <span id="U2102420668370coF" style="font-weight: bold;">Facebook</span>, il circolo virtuso si innesca quanto più i media ne parlano. Nel caso di <span id="U2102420668370UB" style="font-style: italic;">Twitter </span>c&#8217;è una peculiarità. Il servizio ha dimostrato le sue potenzialità nel caso di grandi eventi collettivi, come gli scontri che hanno fatto seguito alle recenti elezioni presidenziali in <span id="U2102420668370HnF" style="font-weight: bold;">Iran </span>oppure, per rimanere in Italia, nei secondi immediatamente successivi al terremoto in Abruzzo. Gli aggiornamenti si susseguono rapidissimi. I media non solo ne parlano, ma utilizzano <span id="U230837753060d2D" style="font-style: italic;">Twitter </span>come fonte di informazione. La difficoltà, ovviamente, sta nella verifica, visto che chiunque può scrivere quello che vuole.</p>
<p>La <span id="U2102420668370dd" style="font-weight: bold;">registrazione </span>e l&#8217;utilizzo sono molto semplici. Ogni iscritto ha la sua pagina personale, con tanto di <span id="U2102420668370CdD" style="font-style: italic;">url</span>. Si può decidere di renderla accessibile a tutti, anche a chi non fa parte di<span id="U2102420668370cOH" style="font-style: italic;">Twitter</span>. Su una colonna di destra sono indicate le parole chiave che occupano più aggiornamenti durante la giornata. Ogni iscritto ha una lista di <span id="U2102420668370HIC" style="font-style: italic;">followers </span>e <span id="U2102420668370bPC" style="font-style: italic;">following</span>. Una volta aggiornato lo stato, i primi vengono informati. Quando invece il messaggio viene scritto dai membri della lista di <span id="U2102420668370vLI" style="font-style: italic;">following</span>, gli aggiornamenti arrivano sulla propria pagina personale. Il testo viene generalmente scritto con il pc, ma i <span id="U2102420668370S8C" style="font-style: italic;">tweet </span>possono essere inviati via sms con il cellulare, senza costi aggiuntivi (per il nostro Paese il numero è +44 762 4801423). Diverso il caso della ricezione (almeno in Italia): qui è necessario installare un software apposito, come <a style="text-decoration: none; font-weight: bold; font-size: 16px; color: #358ccb !important; line-height: 25px; font-family: Georgia, 'Times New Roman'; float: none !important;" onclick="window.location ='/includes2007/frameSole.html?http://www.tinytwitter.com/';return false" href="http://www.tinytwitter.com/">Tiny Twitter </a>o <a style="text-decoration: none; font-weight: bold; font-size: 16px; color: #358ccb !important; line-height: 25px; font-family: Georgia, 'Times New Roman'; float: none !important;" onclick="window.location ='/includes2007/frameSole.html?http://www.twibble.de/';return false" href="http://www.twibble.de/">Twibble</a>, e pagare la connessione.</p>
<p>Il servizio si integra con i principali programmi di <span id="U2102420668370XtE" style="font-style: italic;">instant messaging</span>, come <span id="U2102420668370dU" style="font-weight: bold;">Msn live messenger<span id="U2102420668370weC" style="font-weight: normal;">, </span>Skype<span id="U2102420668370giF" style="font-weight: normal;">,</span> Google talk <span id="U2102420668370E8B" style="font-weight: normal;">e </span>Yahoo messenger</span>. Per quanto il servizio nasca per aggiornamenti su quanto si sta facendo, in realtà è molto utilizzato per la condivisione di link. Un po&#8217; come succede con lo status update di <span id="U2102420668370ODH" style="font-weight: bold;">Facebook </span>o con <span id="U2102420668370CnC" style="font-weight: bold;">Friendfeed</span>. L&#8217;utente segnala uno spunto interessante trovato online o un video di YouTube e lo condivide con gli altri. Per ridurre la lunghezza dei link, esistono siti appositi, come <a style="text-decoration: none; font-weight: bold; font-size: 16px; color: #358ccb !important; line-height: 25px; font-family: Georgia, 'Times New Roman'; float: none !important;" onclick="window.location ='/includes2007/frameSole.html?http://tinyurl.com/';return false" href="http://tinyurl.com/">TinyURL.com.</a></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 13 luglio 2009 tratto dal quotidiano</span> &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/06/twitter-social-network.shtml?uuid=25410040-5f33-11de-b8ec-b5bd5d49d50c" target="_blank">Il Sole 24 ore</a>&#8221;</p>
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		<title>Disoccupazione in Europa, è record Ai massimi dal gennaio del 1999</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 11:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari, Finanza e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique Strauss-Kahn]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Inflazione in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[L'istat]]></category>
		<category><![CDATA[News più discusse]]></category>
		<category><![CDATA[Tasso di disoccupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; Cresce ancora il tasso di disoccupazione nei Paesi dell&#8217;area dell&#8217;euro: in settembre è stato del 9,7% contro il 9,6% di agosto e il 7,7% di un anno fa. Lo rende noto Eurostat, sottolineando che si tratta del tasso più elevato dal gennaio del 1999. Nell&#8217;Ue-27 il tasso è stato del 9,2% contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_520" class="wp-caption alignleft" style="width: 140px">
	<a href="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/OPERAI.jpg"><img class="size-full wp-image-520" title="OPERAI" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/OPERAI.jpg" alt="Disoccupazione ai massimi storici" width="140" height="180" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Disoccupazione ai massimi storici</p>
</div>
<p><strong>MILANO</strong> &#8211; Cresce ancora il tasso di disoccupazione nei Paesi dell&#8217;area dell&#8217;euro: in settembre è stato del 9,7% contro il 9,6% di agosto e il 7,7% di un anno fa. Lo rende noto Eurostat, sottolineando che si tratta del tasso più elevato dal gennaio del 1999. Nell&#8217;Ue-27 il tasso è stato del 9,2% contro il 9,1% di agosto e il 7,1% di un anno fa. In questo caso di tratta del tasso più elevato dal gennaio 2000. Secondo le stime Eurostat, in settembre i disoccupati nell&#8217;Ue erano 22,123 milioni di cui 15,324 milioni nella zona dell&#8217;euro.</p>
<p><strong>FMI </strong>- I dati non certo confortanti vengono confermati anche da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dominique_Strauss-Kahn" target="_blank">Dominique Strauss-Kahn</a>, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Che, intervenendo al Festival internazionale del Lavoro a Rocca di Papa ha spiegato: «Abbiamo davanti a noi ancora 12 mesi di crescita della disoccupazione». «Ci sono buone notizie ma la crisi non è finita. Dobbiamo iniziare a parlare di una strategia di uscita ma non è ancora il momento di implementarla», ha aggiunto il numero uno del Fondo Monetario internazionale. Secondo Strauss-Kahn l&#8217;attivazione di una «exit-strategy dovrà venire solo dopo che si è toccato un picco dell&#8217;aumento della disoccupazione».</p>
<p><strong>I DATI &#8211; </strong>Tornando ai dati sulla disoccupazione, va sottolineato che in rapporto ad agosto, in settembre il numero dei disoccupati è cresciuto di 286 mila unità nell&#8217;Ue-27 e di 184 mila in Eurolandia. Rispetto ad un anno fa, invece, l&#8217;aumento è stato di 5,011 milioni nell&#8217;Ue e di 3,204 milioni nella zona dell&#8217;euro. Tra gli Stati membri, il tasso più basso di disoccupazione è quello registrato nei Paesi Bassi (3,6%) e in Austria (4,8%), mentre quello più alto è ancora quello della Lettonia (19,7%) e della Spagna (19,3%). Per l&#8217;Italia (che ha dati trimestrali) Eurostat riporta il dato a giugno pari al 7,4%. Su base annua, tutti i Paesi Ue hanno visto un aumento della disoccupazione. Il tasso più basso di crescita è stato rilevato in Germania (dal 7,1% al 7,6%) e in Italia (dal 6,8% al 7,4% tra i due trimestri del 2008 e del 2009); i più significativi aumenti sono invece quelli di Lettonia (da 8,1% a 19,7%) e dell&#8217;Estonia (dal 4,1% al 13,3%). Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione di coloro che hanno meno di 25 anni, è stato in settembre del 20,1% nella zona dell&#8217;euro e del 20,2% nell&#8217;Unione europea. Un anno fa era stato invece rispettivamente del 15,7% e del 15,8%.</p>
<p><strong>INFLAZIONE IN ITALIA</strong> &#8211; Nel nostro Paese torna a crescere anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inflazione" target="_blank">l&#8217;inflazione</a>. A ottobre, rileva l&#8217;Istat nella stima provvisoria, il tasso annuo è salito dello 0,3% (a settembre +0,2%), mentre i prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1%, mentre a settembre erano in calo dello 0,2%.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 30 ottobre 2009 tratto dal quotidiano</span> &#8220;<a href="http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_30/disoccupazione-settembre-record_47ca86c2-c53b-11de-bfa4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>&#8221;</p>
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		<title>Facebook: vedo i profili morti</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Max Kelly]]></category>
		<category><![CDATA[modulo di decesso facebook]]></category>
		<category><![CDATA[News in primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Punto Informatico]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Quattro anni fa Max Kelly lavorava 18 ore al giorno per migliorare una tecnologia capace di far interagire online le persone all&#8217;interno della rete sociale di Facebook. Oggi, Max Kelly è ancora fedele alla squadra del sito in blu, ma un tragico incidente in bicicletta gli ha portato via un collega speciale, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_496" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px">
	<a href="http://www.mondotechblog.com/wp-content/uploads/2009/07/facebook1.jpg"><img class="size-medium wp-image-496" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/facebook1-300x224.jpg" alt="Il social network più popolare" width="300" height="224" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Il social network più popolare</p>
</div>
<p><strong>Roma</strong> &#8211; Quattro anni fa Max Kelly lavorava 18 ore al giorno per migliorare una tecnologia capace di far interagire online le persone all&#8217;interno della rete sociale di <a href="http://it-it.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a>. Oggi, Max Kelly è ancora fedele alla squadra del sito in blu, ma un tragico incidente in bicicletta gli ha portato via un collega speciale, un amico decennale. È stato il primo incontro ravvicinato tra l&#8217;affiatato team di Facebook e la tremenda signora in nero, la morte. Tutti i colleghi hanno confortato Kelly per la perdita, ma poi, durante una riunione interna, si sono posti un inquietante interrogativo: <strong>cosa fare con il profilo del defunto</strong>.</p>
<p>Questa <a href="http://www.theregister.co.uk/2009/10/27/facebook_memorials/" target="_blank">storia</a> parrebbe non essere stata inventata in occasione delle imminenti festività di Halloween, ma è stata pubblicata sul <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=163091042130" target="_blank">blog ufficiale</a> di Facebook, scritta dallo stesso Max Kelly. &#8220;La questione è venuta fuori presto: cosa ne facciamo del suo profilo? &#8211; ha riportato Kelly &#8211; Non avevamo mai pensato ad una cosa del genere, non in modo così personale&#8221;. Allora, cosa accade nel momento in cui un utente si ritrova nella spiacevole ed incolpevole condizione di non potersi più loggare?</p>
<p>Facebook <a href="http://www.pcpro.co.uk/news/352807/facebook-to-preserve-accounts-of-the-dead" target="_blank">sembra</a> aver trovato la risposta, in quanto alfiere delle relazioni online, materiali o spirituali che siano. &#8220;Quando qualcuno ci lascia &#8211; ha intuito il team &#8211; non lascia per forza di cose la nostra memoria né il nostro social network&#8221;. Dunque <strong>è nato l&#8217;account commemorativo</strong>, luogo virtuale da visitare per ricordare i cari estinti, lasciando commenti in bacheca al posto dei più classici fiori secchi da cambiare la domenica al cimitero.</p>
<p>E c&#8217;è un <a href="http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased" target="_blank">modulo</a> apposito, chiamato <em>modulo di decesso</em>: &#8220;rendendo un account commemorativo, verranno rimosse alcune informazioni riservate e la privacy verrà impostata in modo che solo gli amici confermati possano accedere al profilo o trovarlo nelle ricerche&#8221;. In fondo, Facebook non ha mai avuto la vita troppo facile con la protezione dei dati degli utenti e adesso vuole lanciare un segnale chiaro a difesa della privacy, persino dei deceduti. Che non potranno stringere nuove amicizie, ma potranno sicuramente veder conservate quelle vecchie, online per ricordare e commemorare.</p>
<p>&#8220;Se avete amici o familiari i cui profili debbano essere commemorati &#8211; chiude Kelly nel post &#8211; prego contattateci, così che la loro memoria possa vivere a lungo su Facebook&#8221;. Avvertimento: potrebbero risultare spesso offline in chat.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 27 ottobre 2009 tratto dal quotidiano</span> “<a href="http://punto-informatico.it/2736850/PI/News/facebook-vedo-profili-morti.aspx" target="_blank">Punto Informatico</a>”</p>
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<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.italianewspress.com%2Ftecnologia%2Ffacebook-vedo-i-profili-morti%2F&amp;linkname=Facebook%3A%20vedo%20i%20profili%20morti"><img src="http://www.italianewspress.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Marrazzo si è dimesso &#8220;Basta, voglio chiudere&#8221;</title>
		<link>http://www.italianewspress.com/cronache/marrazzo-si-e-dimesso-basta-voglio-chiudere/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 16:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornali italiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Dimesso]]></category>
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		<category><![CDATA[Governatore del Lazio]]></category>
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		<category><![CDATA[Maresciallo Tamburino]]></category>
		<category><![CDATA[News più discusse]]></category>
		<category><![CDATA[photo Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Marrazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Transessuali]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA - Si è dimesso. Piero Marrazzo ha voluto accelerare la sua uscita dalla Regione Lazio. &#8220;Basta, voglio chiudere, non avere più nessun contatto con la mia vita politica&#8221;, avrebbe detto ai suoi collaboratori annunciando la repentina decisione di lasciare la poltrona di governatore travolto dallo scandalo di un video che lo ritrae con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_477" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px">
	<a href="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/Piero-Marrazzo.jpg"><img class="size-full wp-image-477" title="Piero Marrazzo" src="http://www.italianewspress.com/wp-content/uploads/2009/10/Piero-Marrazzo.jpg" alt="Piero Marrazzo - ex Governatore del Lazio" width="230" height="348" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Piero Marrazzo - ex Governatore del Lazio</p>
</div>
<p><strong>ROMA</strong> -<em> </em>Si è dimesso. Piero Marrazzo ha voluto accelerare la sua uscita dalla Regione Lazio. &#8220;Basta, voglio chiudere, non avere più nessun contatto con la mia vita politica&#8221;, avrebbe detto ai suoi collaboratori annunciando la repentina decisione di lasciare la poltrona di governatore travolto dallo scandalo di un video che lo ritrae con una trans e ricattato da quattro carabinieri finiti in manette e dopo le polemiche sulla decisione di <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/interrogatori/interrogatori.html" target="_blank">autosospendersi</a>.</p>
<p>Ieri Marrazzo era<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/marrazzo-sanita/marrazzo-sanita.html?ref=search" target="_blank"> stato visitato al Policlinico Gemelli</a> e aveva fatto pervenire alla Regione Lazio il certificato medico di trenta giorni, che aveva fatto scattare l&#8217;istituto dell&#8217;impedimento temporaneo con delega dei poteri al suo vice Esterino Montino. Certificato medico con una validità di trenta giorni alla fine dei quali, si era detto, avrebbe rassegnato le dimissioni. Poi oggi la decisione di lasciare subito. Nel tardo pomeriggio si riunirà la Giunta regionale per prendere atto della decisione del presidente.</p>
<p><strong>I tempi.</strong> Dalle dimissioni al voto passeranno 135 giorni, 90 per i decreti di indizione dei comizi elettorali e 45 per indire i comizi. Dunque, a questo punto, si potrebbe andare alle urne a metà marzo, ma non è escluso che le elezioni si tengano il 28-29 marzo, in coincidenza con l&#8217;Election Day fissato dal governo.</p>
<p><strong>L&#8217;istituto religioso.</strong> L&#8217;ormai ex Governatore del Lazio ha lasciato questa mattina la sua casa per trascorrere qualche giorno in un istituto religioso. In un primo momento si era parlato dell&#8217;abbazia di Montecassino, poi in seguito alla diffusione della notizia, la meta è cambiata. In questi giorni Marrazzo era rimasto a casa con la sua famiglia.</p>
<p><strong>Indagini</strong>. Negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio si precisa che &#8220;non c&#8217;è stata alcuna convocazione in<br />
procura di Piero Marrazzo e non è neppure previsto che debba essere sentito. Almeno per il momento&#8221;. Le stesse fonti smentiscono, tra l&#8217;altro, l&#8217;ipotesi di un&#8217;iscrizione sul registro degli indagati del presidente della Regione Lazio. Chi indaga sottolinea anche che &#8220;allo stato degli atti non ci sono tracce di altri esponenti politici sotto ricatto&#8221;.</p>
<p><strong>In procura</strong> si ribadisce che Marrazzo, in questa vicenda, rimane parte offesa: dunque, non sarà aperto nei suoi confronti un procedimento per l&#8217;ipotesi di peculato (in relazione all&#8217;uso dell&#8217;auto blu) e per quella di corruzione (con riferimento al denaro preso dai carabinieri che hanno fatto il blitz nell&#8217;appartamento della trans in via Gradoli).</p>
<p>Per il peculato viene chiarito che Marrazzo aveva diritto all&#8217;auto di servizio e con quella poteva andare dove voleva; quanto alla corruzione, gli inquirenti ritengono che il video sia stato girato dai due carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone e che l&#8217;uomo politico sia stato vittima di un ricatto senza sapere di essere stato filmato. Gli inquirenti hanno anche chiarito che Marrazzo non è stato sottoposto al test antidroga, altra ipotesi circolata in queste ore.</p>
<p><strong>Interrogatori</strong>. Oggi la transessuale, conosciuta con il<br />
nome di Natalì, e che sarebbe stata immortalata nelle riprese del video, diventato poi oggetto di ricatto nella vicenda Marrazzo, è stata ascoltata dai carabinieri del Ros. Insieme a Natalì sarebbero state ascoltate altre transessuali.</p>
<p><strong>Il legale</strong>. L&#8217;avvocato di Marrazzo, Luca Petrucci, ha intanto chiarito che il suo assistito non ha mai provato a comprare il video con cui i carabinieri della compagnia Trionfale lo ricattavano: &#8221;Non conosce il prezzo del filmato, voleva solo esaminarne il contenuto&#8221;, ha detto.</p>
<p><strong>La versione</strong> della photo Masi. Ma Carmen Masi, titolare con il marito Domenico della Photo Masi, l&#8217;agenzia che offrì ad alcuni media il filmato, in una intervista al settimanale Oggi, racconta una versione diversa dei fatti: Marrazzo, dice, la chiamò personalmente lunedì 19 ottobre, chiedendo di stipulare un &#8220;contratto di cessione in esclusiva&#8221; del video che lo ritraeva con una transessuale.</p>
<p>Secondo Carmen Masi un dischetto contenente il video era stato dato anche al direttore di &#8216;Chi&#8217;, Signorini, dopo che &#8216;Oggi&#8217; aveva deciso di non pubblicarlo. &#8220;Alla presenza del nostro avvocato, è stato mostrato il video a Signorini. Come si sa &#8211; conclude Carmen Masi &#8211; gli abbiamo anche lasciato il dischetto, per il quale ci ha firmato una ricevuta&#8221;</p>
<p><strong>I soldi</strong>. L&#8217;avvocato Petrucci ha anche sottolineato che Marrazzo &#8220;non aveva pattuito 5mila euro con la transessuale. Piero &#8211; ha aggiunto Petrucci &#8211; aveva 2mila euro nel portafogli. I 3mila euro sul tavolino non erano stati dati da Marrazzo a Natalì, ma erano provento del lavoro di quest&#8217;ultima e forse in parte gli erano stati dati da Piero&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;ultima precisazione riguarda ancora la storia del video: &#8220;Marrazzo non ha mai trattato sul prezzo per averlo, ha ricevuto una telefonata da Berlusconi che ha molto apprezzato e a quel punto ha cercato di indagare per conto suo per rintracciare il video e capire di che cosa si trattasse. Era arrivato all&#8217;agenzia Masi, perché in certi ambienti si sa chi smercia queste robe, ma nel frattempo sono arrivati i provvedimenti di fermo della procura a carico dei quattro carabinieri&#8221;.</p>
<p><strong>Reazioni</strong>. &#8220;E&#8217; legittimo stigmatizzare le debolezze di un uomo pubblico, e trarne, sul piano politico e morale, le inevitabili conseguenze, ma non può diventare motivo per massacrare la dignità sua e la sensibilità di coloro che lo amano o che gli sono legati&#8221;. Lo scrive Avvenire che dedica al &#8220;caso Marrazzo&#8221; un editoriale a firma dello scrittore Davide Rondoni, per il quale la dolorosa vicenda del Governatore del Lazio dovrebbe essere &#8220;piuttosto, l&#8217;occasione per una riflessione seria, dura e al tempo stesso pietosa&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Articolo del 27 ottobre 2009 tratto dal quotidiano</span> &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/ipotesi-dimissioni/ipotesi-dimissioni.html" target="_blank">La Repubblica</a>&#8221;</p>
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