Il medico di Berlusconi: «Nessuna priorità il premier non farà il vaccino»

by Giornali italiani on 9 novembre 2009

in Salute e Benessere

Suini colpiti da influenza suina

Suini colpiti da influenza suina

ROMA - «Il premier non si vaccina perché non è tra quei cittadini che hanno la priorità. Non appartiene a una delle categorie a rischio. Se lo fosse, non esiterebbe a proteggersi». Alberto Zangrillo è l’anestesiologo che, come consulente del viceministro Ferruccio Fazio, ha organizzato la rete dei 14 centri italiani per l’assistenza ai pazienti più gravi. Quelli con la polmonite «primaria virale», cioè causata direttamente dal virus A H1N1. Rara, ma pericolosissima. Ma è anche il medico personale del presidente del Consiglio e gli è difficile sottrarsi ad una curiosità: «Berlusconi anche quest’anno si è vaccinato contro l’influenza stagionale. Per quanto riguarda l’influenza pandemica ha seguito le indicazioni del ministero del Welfare. Anche se è portatore di pace-maker non è un malato cronico, dunque non deve fare la profilassi, che non viene offerta a cittadini come lui». Il trattamento delle complicanze gravi è uno dei pilastri del piano antipandemia. In Italia si prevedono dai 200 ai 500 casi con queste caratteristiche, da qui alla fine delle ondate influenzali. Zangrillo ha appena spento la televisione dopo aver seguito la puntata de «L’arena», condotta da Massimo Giletti, dedicata alla pandemia: «Quello di cui non si sente il bisogno è di gente che mentre io e lei parliamo ha come unico obiettivo il clamore, la confusione, lo spettacolo. È ora di smetterla», non può fare a meno di criticare. «Tutti i virus respiratori attaccano le vie aeree. Questo in particolare prende di mira i polmoni. I più recenti dati dell’epidemia confermano che le persone maggiormente esposte sono, oltre ai soggetti con patologie croniche, i giovani adulti».

L’ARDS - Polmoniti rapide, violente, che possono dare luogo alla cosiddetta sindrome del distress respiratorio (Ards) e richiedere cure molto qualificate. L’Ards provoca la lesione degli alveoli che viene diagnosticata con una radiografia. Bisogna intervenire con estrema tempestività prima che l’infezione prenda il largo. La rete consiste in quattordici centri attrezzati di Ecmo, il macchinario salva-polmoni che sostituisce la funzione di quelli veri in modo da metterli a riposo. La diagnosi precoce è indispensabile. Per questo il protocollo di intervento vede coinvolti in prima linea gli pneumologi. Quando al pronto soccorso arriva un caso sospetto bisogna subito eseguire una radiografia per vedere se i polmoni presentano le lesioni. La rete è coordinata dal San Raffaele di Milano e dall’ospedale di Monza. Due i centri pediatrici, a Bologna e Bergamo. Oltre all’Ecmo è importante la capacità di garantire un’assistenza altamente tecnologica, dunque terapia intensiva, emoteca, laboratorio microbatteriologico, terapia intensiva cardiochirurgica. Zangrillo è un convinto sostenitore della vaccinazione: «Tra l’altro è una difesa contro queste forme acute. I medici dovrebbero raccomandarla. Chi non lo fa deve assumersi le responsabilità quando si verificano casi mortali».

Articolo del 9 Novembre 2009 tratto dal quotidiano Il Corriere dela sera


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